
L’evoluzione della legge anti-abbandono
L’esigenza di una maggiore sicurezza in auto: i dispositivi anti-abbandono
L’obiettivo è quello di tutelare nel miglior modo possibile la sicurezza e l’incolumità di chi viaggia su strada, e nello specifico i piccoli passeggeri. Per questo motivo, negli ultimi anni, a seguito di episodi che hanno visto conseguenze anche gravissime di cui abbiamo esempi di cronaca anche molto recenti, ci si è proposti di contrastare quella amnesia temporanea detta “sindrome del bambino dimenticato” che può causare l’involontario abbandono dei bambini in auto.
Si tratta, in effetti, di un tipo di amnesia dissociativa a cui tutti possiamo potenzialmente essere soggetti, soprattutto in forte periodo di stress, e che può avere come risultato situazioni che portano a vere e proprie tragedie.
Un problema di sicurezza e di serenità sentito da tutti coloro che trasportano bambini in auto (ricordiamo che gli episodi più gravi si verificano soprattutto nel periodo estivo, quando le temperature sono più elevate) e che ha fatto sì che, a partire da alcuni anni, associazioni e singoli genitori iniziassero a chiedere provvedimenti atti ad arginare questo triste fenomeno.
Nel mentre ci si è mossi a livello legislativo per adeguare le normative riguardanti la sicurezza sulla strada a questo aspetto della sicurezza (da ricordare che l’Italia, una volta che il decreto attuativo sarà operativo, sarà il primo paese al mondo che istituisce l’obbligatorietà dei dispositivi anti-abbandono per chi trasporta bambini al di sotto dei quattro anni in auto), diverse aziende che si occupano di tutto ciò che ruota attorno al mercato del baby care hanno risposto a questa esigenza indirizzando i loro sforzi verso la realizzazione di accessori da adattare al proprio veicolo e dispositivi integrati ai seggiolini auto per bambini che, con segnalazioni di vario tipo, possano segnalare la presenza di bambini a bordo e avvertire in modo chiaro se il piccolo vi si trova ancora nel momento in cui il veicolo viene spento.
L’obbligatorietà dei dispositivi anti-abbandono: a che punto siamo con la legge
Far sì che non si verifichino episodi di dimenticanza dei bambini in auto e si possa intervenire tempestivamente per evitare quei tragici episodi di cui purtroppo abbiamo spesso notizia, è uno degli obiettivi che ci si prefigge, e non solo per evitare di incorrere in sanzioni – comunque equiparabili a quelle di chi guida senza cinture di sicurezza, ovvero multe da 81 a 326 euro e, in caso di recidiva nell’arco di un biennio, sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi – ma soprattutto per rendere sicuri e sereni i tragitti in auto dei bambini e dei loro accompagnatori adulti.
L’iter per arrivare all’entrata in vigore della legge cosiddetta “salva bebè” a tutt’oggi non si è ancora concluso.
Si tratta della legge n. 117/2018, secondo la quale chi conduce autovetture e autocarri (in particolare automobili fino a otto posti più il conducente e gli autocarri, dal furgone al Tir; sono esclusi pullman e pulmini) dovrà provvedere ad adeguati dispositivi che segnalino la presenza a bordo di bambini fino ai quattro anni, e che ha portato nello specifico al comma 1-bis del Codice della Strada, per il quale:
il conducente dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 immatricolati in Italia, o immatricolati all’estero e condotti da residenti in Italia, quando trasporta un bambino di età inferiore a quattro anni assicurato al sedile con il sistema di ritenuta di cui al comma 1, ha l’obbligo di utilizzare apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino, rispondente alle specifiche tecnico-costruttive e funzionali stabilite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Da ricordare, inoltre, che il comma 2 indica che le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali del dispositivo dovranno essere definite con decreto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed emanate entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge e che il comma 3 indica che le disposizioni del comma 1 – 1 bis devono essere applicate decorsi 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2 e comunque a decorrere dal 1 luglio 2019.
Previste inoltre, nel triennio 2019-2021, campagne per informare in modo adeguato i cittadini sull’obbligo e sulle corrette modalità di utilizzo dei dispositivi di allarme per prevenire l’abbandono dei bambini.
C’è da dire però che, benché siano stati fatti tutti i passi necessari per arrivare a un decreto attuativo della legge 117/2018, come indicato dalla Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2018, il testo preliminare inviato il 22 gennaio 2019 al Tris, il servizio tecnico della commissione Europea, che sarebbe dovuto tornare per la valutazione definitiva a fine aprile, resterà invece in commissione fino al 22 luglio e poi dovrà tornare al consiglio di stato per l’approvazione definitiva.
Uno slittamento, quindi, dovuto all’alto numero di osservazioni ricevute durante la consultazione pubblica da parte della Commissione Europea e alla materia particolarmente delicata sulla quale si deve legiferare, e che, per conseguenti tempi tecnici e ragioni burocratiche, non rispetterà quindi la data prevista.
Se infatti era stata fissata per il primo luglio 2019 la data entro la quale tutti coloro che trasportano bimbi in auto avrebbero dovuto adeguarsi alla nuova normativa, manca ancora il provvedimento con il quale vengono stabilite le specifiche tecniche di omologazione del dispositivo da utilizzare.
La mancata emissione del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che avrebbe dovuto definire le caratteristiche tecniche-costruttive dei nuovi dispositivi fa sì, quindi, che salti l’obbligo dei dispositivi anti-abbandono e che quindi ancora, come comunicato dal MIT, “non potrà essere richiesto all’utenza di adempiere ad un obbligo ancora privo del contenuto essenziale” e quindi non sarà possibile applicare alcuna sanzione.
Se dunque sappiamo che la data prevista per la fine del nuovo periodo di consultazione pubblica è quella del 22 luglio, non è possibile ancora dire quale sarà la data di emissione del decreto attuativo, e che comunque si prevede non prima del tardo autunno 2019.
Da considerare, inoltre, che un ulteriore passaggio sarà quello relativo alla determinazione delle modalità con cui poter usufruire di un incentivo economico per la sostituzione dei vecchi seggiolini auto con quelli dotati di dispositivo anti-abbandono. La legge di bilancio 2019 ha infatti autorizzato una spesa di un milione di euro per l’acquisto dei nuovi dispositivi per il 2019 e il 2020.

I dispositivi anti abbandono oggi in commercio
I sistemi anti-abbandono (le cui caratteristiche tecniche, ricordiamo, devono ancora essere determinate perché la legge possa entrare in vigore per contrastare in modo adeguato il fenomeno sempre più preoccupante di abbandono di bambini in auto) possono riguardare il sistema di ritenuta per bambini (ovvero essere già in dotazione con il seggiolino auto), essere un optional del veicolo, oppure consistere in un dispositivo indipendente sia dal sistema di ritenuta sia dalla vettura, ovvero un dispositivo universale, utilizzabile su qualsiasi seggiolino.
Ciò che viene comunque principalmente richiesto a questi sistemi è che siano in grado di:
- attivarsi automaticamente nel momento in cui il bambino si siede in auto e la vettura venga spenta (e quindi dotati di adeguati sensori acustici e luminosi);
- avere un sistema di comunicazione automatico di allarme per poter agire tempestivamente in caso di eventuale “dimenticanza” del bambino in auto, ovvero nel caso in cui si verifichi quel vero e proprio black-out temporaneo della mente che purtroppo può cogliere chiunque;
- nel caso il dispositivo sia alimentato a batteria, esso dovrà inoltre essere in grado di segnalare livelli bassi di carica rimanente.
Attualmente, quindi, se una famiglia vuol comunque tutelare il proprio bambino durante i tragitti in auto, può dotarsi di seggiolini equipaggiati di sistemi di allarme anti-abbandono tra quelli già in commercio oppure acquistare uno dei sistemi anti-abbandono che possono adattarsi a ogni seggiolino.
Oltre ciò, ovviamente, sarebbe buona norma mettere in atto i suggerimenti forniti dal Ministero della Salute, e nello specifico:
- non lasciare mai il bambino in auto da solo, nemmeno per poco tempo;
- prendere l’abitudine di lasciare i propri oggetti personali (per esempio borsa, cellulare) sul sedile posteriore, vicino al seggiolino del bambino;
- controllare tutti i sedili prima di uscire dall’auto, in modo tale che, ogni qual volta ci si assenta, si debba necessariamente portare l’attenzione alla presenza o meno del bimbo in auto.
Benché la legge non sia quindi, come detto, ancora in vigore, negli ultimi anni abbiamo visto affacciarsi sul mercato le proposte di varie associazioni a aziende che si occupano di baby care, che hanno indirizzato i loro studi su sistemi di sicurezza riguardanti la prevenzione di un possibile abbandono dei bambini in auto.
In generale, si tratta di sistemi di sensori integrati o cuscini universali che possono essere installati su vari modelli di seggiolino auto e che, tramite segnalazioni luminose e sonore oppure tramite App e Blueetoth segnalano al guidatore la presenza del piccolo a bordo del veicolo e avvisano tramite un allarme un allontanamento dell’adulto. Da considerare, comunque, che, non essendoci ancora una disposizione precisa riguardo le specifiche tecniche, non è possibile ancora sapere se le loro caratteristiche rientreranno tra i parametri indicati per i dispositivi omologati. Inoltre, essendo pochi i seggiolini auto per il momento realizzati con sistema anti-abbandono integrato, la scelta è ancora limitata a pochi modelli.
Possiamo quindi per il momento affidarci a:
- dispositivi indipendenti, universali, ovvero utilizzabili su qualsiasi seggiolino già acquistato e che permettono quindi di non dover cambiare seggiolino e di poterli passare da un seggiolino a un altro (tra questi: Remmy, Tippy, Bebè Reminder, Bebé Confort e-Safety, Bob Cam, Kim – Keep Infant Protected);
- seggiolini auto con sistema integrato anti-abbandono, e nello specifico alcuni modelli prodotti da Chicco e Cybex, che utilizzano rispettivamente il Chicco BebèCare e il Cybex SensorSafe.